Music Box

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giovedì, giugno 04, 2009

Teen Sound Records: le ultime produzioni 2008-2009 by Wally Boffoli

Eccoci a parlare nuovamente della infaticabile e prolifica Teen Records, etichetta romana di sixties, garage e non solo diretta da Massimo Del Pozzo. Queste qui recensite sono sei produzioni uscite tra il 2008 ed il primo scorcio del 2009.
Buona lettura (P.W.B.)

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THE A'DAM SIKLES
(OUT OF THE CIRCLE GAME)
(Teen Sound Rec./ 2008)


Alcune note di sitar aprono Om, brano iniziale di OUT OF THE CIRCLE GAME, primo album dei romani A'DAM SIKLES, ultima incarnazione di Massimo Del Pozzo, qui in veste di lead vocal, chitarrista e compositore.
L'avvio orientaleggiante e meditativo e' gia' un ottimo preludio ai toni malinconici ed autunnali che avvolgono un disco che si avvale di preziosi apporti strumentali di diversi collaboratori (flute, violins, cello, horn, harpsichord, dulcimer, tabla drum).
L'approccio garage é notevolmente stemperato dalla delicatezza compositiva di brani come Feel the pain (Roby's song), Mary Grace's mind, The big green e lo strumentale Victor's lullaby.
La versatilita' degli A'dam Sikles e' poi confermata dalla bossa di Sunshine girl, dall'atmosfera folk/barocca degli altri strumentali Daisy e Sugarplum fairy.
Le piu' energiche Yellow day, Rain Child, She lives in my mind, con l'organo di Daniele Onorati in bella evidenza, mostrano invece il lato piu' vigoroso degli A.S.
Quello che colpisce in Out of the circle game e' come le influenze esterne, barrettiane in primo luogo, siano metabolizzate mirabilmente originando un sound ricco, ben amalgamato nelle sue diverse componenti ma soprattutto decisamente personale: il risultato sono delle songs armonicamente affascinanti, sature di splendidi cori e dalla perfetta taratura che a primo ascolto colpiscono spirito e mente, a secondo conquistano sensi e memoria insinuandovisi con sobrieta' ed eleganza rari di questi tempi.

www.myspace.com/adamsykles
www.mistylane.it
www.myspace.com/teensound
mistylane.records@gmail.com



THE STRANGE FLOWERS
AEROPLANES IN THE BACKYARD
(Teen Sound Rec. / 2008)



In una cosa gli Strange Flowers, pisani, eccellono nel loro AEROPLANES IN THE BACKYARD: scrivere ballate mid-tempo pigre ed indolenti, accattivanti nella loro attitudine proto-garage.
Mai aggressivo il vocalist Michele Marino' (autore di musica e testi) sa catturare con le sue movenze decadenti, mentre il chitarrista Nicola Cionini nei suoi interventi misurati colpisce acidamente (Clouds of blonde girls).
Tutto l'album si muove secondo queste coordinate, risultando di volta in volta piu' psichedelico (Aeroplanes/Yellow of sun) o morbidamente colloquiale (Helen says).
Summa di questi elementi la finale Everyone has a spot in the sunshine, quasi sette minuti di splendore lisergico con la chitarra solista che si libra acida e sfolgorante a sugellare un album in bilico magicamente tra tentazioni hard ed oasi psichedeliche.

www.myspace.com/strangeflowers
www.strangeflowers.net
www.mistylane.it
www.myspace.com/teensound
mistylane.records@gmail.com



LES PLAYBOYS
ABRACADABRANTESQUE
(Teen Sound Rec./ 2008)


Cinque maturi giovanotti francesi dediti ad un fuzz-garage rock di estrazione sixties che con questo secondo lavoro celebrano i 30 anni di vita musicale.
Hanno preso il moniker da uno dei piu' grandi successi di Jacques Dutronc, tra i rockers francesi piu' in vista negli anni '60. E' nel 1976 che tre degli attuali membri dei LES PLAYBOYS (F.Albertini, F.Lejeune, F.Durban) fondano uno dei primi punk-garage acts francesi, Les Dentistes, ma e' dall'entrata di Pierre Negre alla chitarra solista nel 1979 che diventano una Nuggets/Pebbles band, accodandosi in sostanza a Fuzztones, Lyres e Chesterfield Kings nel revival Garage internazionale.
Incidono il primo album nel 1985 ed attraverso varie vicissitudini giungono a questo ABRACADABRANTESQUE che e' la celebrazione in una mezz'oretta del loro beat-garage ancora freschissimo, molto vicino nello spirito al party-sound dei sempreverdi americani Fleshtones.
Brani dai tipici titoli 'capelloneschi' come Les jours ou' tout va da travers, Je revendique, Pour qui me prenez-vous? , Mieux vaut etre seul incarnano paradossalmente nel 2009 la colonna sonora ideale di feste beat in casa di quarant'anni fa, ma i vocals insolenti di Albertini, il fuzz-guitar onnipresente a sottolineare riffs ingenui e le tastiere non invadenti non suonano datati: sono portatori sani di una rabbia esistenziale ruspante e naif, alla Nino Ferrer (Albertini lo ricorda molto nel timbro vocale!), ancora coinvolgente.
Abbiamo a che fare quindi con dei Fleshtones francesi? Decisamente si', basti ascoltare le grezze Mon obsession, Abracadabra e Qu'est-ce que je peux faire.
Animal, lento e rarefatto, e' l'unico brano a prendere le distanze dal mood generale del disco.
LETS' HAVE A PARTY WITH THE PLAYBOYS!

www.mistylame.it
www.myspace.com/teensound
mistylane.record@gmail.com



THE JUNE
MAGIC CIRCLES
(Teen Sound Records / 2009
)


Anche questi THE JUNE sembrano in pieno sballo 'indiano' a giudicare dall'introduttiva Barber shop, carica di sitar e bansuri meditativi. Ma e' solo l'inizio: da Rolling desperate in giu' attraverso Better than you si rivelano un trio mod robusto dal chitarrismo vitale.
Poi in Big black mouth e Sir Eugene Maddox emergono cori brillanti tra duri riffs Jam-style.
Daisy, con mellotron, flute, trumpet e chitarre riverberate li fa cadere in piedi tra densi aromi Oasis.
I tre italiani, che piu' anglofili non si puo', continuano ad opporre cantati melodici ed armonici a solide strutture strumentali in Getting high e Living in the park.
E mentre in mente si alternano fantasmi Beatles/Rain e Byrds/Notorius The June affondano i manici-bisturi nella sopraffina psichedelia pop di Sketches of sound, Revolver e Makes me feel good.
Magic Circles e' un rilucente gioiello a cavallo tra i '60 ed i '70: non chiedetevi (mi) come i tre parmensi siano riusciti a raggiungere questo magico equilibrio in poco meno di una mezz'oretta.
Godetevi Magic Circles in un unico afflato elettrico!

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LOS IMMEDIATOS
SECOND CHANCE
(Teen Sound Records / 2009
)


Gli spagnoli LOS IMMEDIATOS giungono al secondo appuntamento discografico con la Teen Sound dopo il debutto su For Monsters R. del 2007, indirizzato verso un fresco power-pop.
In Second Chance i ritmi rallentano ed i brani, Something's wrong with you, A crying shame, Princesa imboccano il sentiero di un pop-garage mai aggressivo, corroborato dal vox ed acetone organ e dalla doppia chitarra di Mazarro e Perez.
Ed eccolo il power-pop emergere, con precise connotazioni spagnoleggianti, in episodi come
No vuelvas, So sad about me, sad about us, la cover I Wonder (The Gants).
Los Immediatos sanno essere anche delicati come in Everybody knows e nel songwriting leggiadro di Happy story e tornare graffianti nell'altra cover Bajo el sol (Juan & Junior).
La soffice ballata Garden paradise,ricca di keyboards colorati, conclude un disco dall'approccio garage leggero e gradevole.

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TONY BORLOTTI E I SUOI FLAUERS
A CHE SERVE PROTESTARE
(Teen Sound Records / 2008)



Entusiasmante l'inizio di questo nuovo lavoro di Tony Borlotti e i suoi Flauers, con E voi e voi e voi, vecchio brano di Gene Guglielmi, sorta di blues in crescendo sottolineato dall'aggressiva entrata del farfisa a meta' brano. E' un ideale dialogo tra un alieno ed i terrestri a sottolineare i fatali numerosi lati negativi esistenziali di questi ultimi.
A che serve protestare sfoggia tutto l'armamentario beat italiano sixties, sia dal punto di vista strumentale (armonica, farfisa, chitarre riverberate/distorte, cori, voce solista ingenua ma pungente) che nelle tematiche: il rapporto con la religione (Giovane prete), la voglia di liberta' (Viaggio di un provo/Viva la liberta'), l'amore (Un giorno ancora/Gli occhi tuoi), la protesta (A che serve protestare?).
Azzeccata la graffiante cover No no no no dei mitici Sorrows e lo strumentale beat Bagordo Shake.
Da sottolineare la cantabilita' e l'energia di Viva la liberta' (brano di Carlo Pavone), con la tagliente chitarra solista di Mick Coppola, Lei se ne va e l'atmosfera S.Leone/graffiti di A che serve protestare, con tromba e fisarmonica, sottilmente ironica, tutti brani che negli anni '60 avrebbero potuto scalare le classifiche beat. Nostalgica e strumentalmente ricca la finale Il peso delle ore.
Un revival italiano intelligente, ricco di humour ed estremamente fresco quello di Tony Borlotti e i suoi Flauers, che finisce con l'essere senza tempo, per tutte le stagioni.

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mercoledì, aprile 08, 2009

Intervista a LUX INTERIOR dei CRAMPS (2003) by Wally Boffoli


Vi propongo l'intervista a Lux Interior dei Cramps, che realizzai nel 2003 (introduzione compresa) all'indomani dell'uscita del loro ultimo lavoro in studio, FIENDS OF DOPE ISLAND.
All'epoca l'intervista fu pubblicata sia on-line che su carta.


'Ho sempre sognato di intervistare The Cramps, sin da quando mi crogiolavo con i loro suoni malati di "Songs The Lord Taught Us" e "Psychedelic Jungle", sono da sempre i miei eroi al negativo ma soprattutto sono la band che si avvicina più di qualsiasi altra al concetto di fisicità e di perversione che ho del rock'n'roll.
Ma ha ancora senso parlare in tal senso tradizionale di un'arte che molti da tempo danno per defunta? A riguardo e sulla scena attuale nell'intervista che segue The Cramps sono perentori, e come non potrebbero esserlo loro che da 25 anni sguazzano nella loro adorata melma psychobilly? Le loro risposte e la loro estetica diabolica (quanto di vero e quanto una sceneggiatura minuziosa?) non mi hanno assolutamente deluso, esattamente ciò che mi aspettavo dalla loro ortodossia rock militante compresa una velenosa dose di sarcasmo ai limiti dello sfotto' nei confronti di qualche mia probabile ingenuità.
Che dire: anche questo per me è stato un onore se non una piccola lezione di vita. L'intervista oltre a spaziare sui loro trascorsi storici e discografici è basata molto su "Fiends Of Dope Island", l'ultima fatica discografica dei Cramps all'indomani della quale e cavalcandone l'eccitamento è stata preparata.
Voglio ringraziare infine sentitamente Romy del sito www.evilbitch666.com senza la cui pazienza e costanza questa intervista non sarebbe stata possibile.
Buona lettura !'



Lux and Ivy: il diavolo ed....il diavolo !

Perché abbiamo aspettato così a lungo per un nuovo disco dei CRAMPS ?
Eravamo persi su Dope Island .

"Fiends Of Dope Island" è uno splendido e possente disco rock'n'roll, un ritorno al crudo e sporco psychobilly/garage di "Songs The Lord Taught Us" e "Psychedelic Jungle", io penso e sento… soprattutto in brani come "Dopefiend Boogie", "Hang Up", "Oowee Baby". Il vostro sound risulta oggi davvero moderno ed attuale!
Non è un ritorno proprio a nulla! Noi abbiamo prodotto materiale crudo e sporco per tutti i passati 25 anni. Forse tu eri interessato ad altro a quel tempo. Torna indietro ed ascolta bene di nuovo.

Il significato di "Fiends Of dope Island"?
Fiends Of Dope Island è una metafora per i Cramps. Noi viviamo su un'isola, in un universo parallelo creato da noi stessi.

Perché non mi parlate della presenza del diavolo in brani come "Big Black Witchcraft Rock", "Papa Satan Sang Louie" ... ma anche nelle foto dell'artwork con il look di Lux da lupo mannaro e vampiresco?
Il Diavolo è dappertutto, ci segue dovunque noi andiamo. Lux non evita la sua apparenza diabolica; è un suo naturale comportamento. E' una trasformazione naturale per lui.

Le covers di Fiends sono diverse. Hang Up (uno dei brani migliori!) è una cover garage degli Wailers? Oowee Baby e Taboo?
'Hang Up' é della grande band sixties del northwest The Wailers, che precedette ed influenzò i Sonics. 'Oowee Baby' era un fifties rockabilly di Ric Carty, e 'Taboo' é uno standard tiki exotica eseguito da molti artisti, conosciuto soprattutto grazie ad Arthur Lyman, Les Baxter, Martin Denny, etc.

Penso che il lavoro chitarristico di Poison Ivy (distorsioni, fuzz..) in "Fiends Of Dope Island" sia incredibile, davvero vario e visionario (Wrong Way Ticket). Mi pare che "Color Me Black" contenga un riff di chitarra heavy degno di Link Wray.
Il braccio di Ivy da sempre va per la sua strada. 'Color Me Black' include tra l'altro un saluto a Link Wray.

Lux, il tuo stile vocale non è mai cambiato in questi anni…fortunatamente!
Forse solo poche variazioni…è una tua scelta?

Il mio stile vocale cambia in ogni brano. Io non so tu a cosa voglia alludere.
Qualcuno mi ha preso a calci nelle palle una volta, forse questo ha causato delle variazioni di qualche tipo.

Anche la sezione ritmica di Chopper Franklin ed Harry Drumdini lavora davvero bene! E' più jazzy a volte degli album precedenti !
The Cramps considerano l'intera band una sezione ritmica. Non siamo sicuri di cosa tu voglia intendere con il termine 'jazzy'. Il jazz non è assolutamente una delle nostre influenze. Forse tu vuoi intendere 'bluesy'. Noi amiamo tutti il blues.

Lux, Ivy, voi siete gli inventori dello Psychobilly, ma so anche che siete dei grandi fans e conoscitori del vecchio rockabilly (i vostri artisti preferiti?). Potete parlarmi dei vostri inizi in New York City: come è nato il vostro caratteristico sound così criptico e minimale?
I pionieri del rockabilly erano davvero Psychobilly. Charlie Feathers si spingeva da espressioni infantili a lamenti sinistri sino ad ululati animali. Tutto questo è psicotico!
Noi amiamo alla follia tutti gli artisti Sun (Sonny Burgess, Billy Lee Riley, Ray Harris, Junior Parker e tanti altri) e gli artisti Starday (Sonny Fisher, Andy Starr, etc.) Joe Clay, Whitey Pullens..troppi da elencare.
Noi (Lux e Ivy) ci trasferimmo a New York con un piano preciso per dare origine ai Cramps. Portammo con noi dall'Ohio l'amore per il rockabilly, il garage rythm and blues, T-Rex, Stooges, New York Dolls.
Quando ci trasferimmo a New York vedemmo i Ramones che ci eccitarono davvero intensamente. Rimanemmo incompresi all'inizio a New York perché alcune delle nostre influenze (specialmente il rockabilly) non erano familiari ma estranee.

Cosa ricordate di Bryan Gregory, le sue manie, il suo stile chitarristico ?
La mania di Bryan era per l'eroina, e lui era completamente stonato persino quando registravamo, così Ivy doveva coprirlo. Non c'è possibilità di ascoltare suono di chitarra nella sua band terminale, Beast, anche se lui ne ha una con sé mentre si fa ritrarre in una fotografia . La sua passione nel suonare la chitarra era zero.

Kid Congo Powers in un'intervista mi ha raccontato di aver trascorso con voi anni pazzi e di humour nero.
E' stato sincero.

Potete parlarmi delle recenti ristampe "Vengeance" degli albums dei Cramps?
Le sei ristampe che la Vengeance fece uscire nell'Ottobre 2001 erano tutte rimasterizzate e la resa sonora era migliore delle uscite originali, alcune avevano delle bonus-tracks e noi le abbiamo fatte uscire ora su LPs in vinile colorato abbagliante.

Lux, Ivy…cosa pensate dell'attuale rock'n'roll scene?
La scena rock'n'roll al centro dell'attenzione oggi non è pericolosa come dovrebbe essere, è così rassicurante.. Gli artisti outsiders più pericolosi e dotati non hanno il riconoscimento che meritano (Dexter Romwebber, Hank Williams 3). Per loro, è pazzesco stare dietro ai giochi dell'industria musicale. The Flat Duo Jets vanno giù duro e meglio di ogni altro duo noi abbiamo sentito, e nessuno sembra accorgersene. The Lords Of Altamont sono una tenace biker band.

Lux, cosa rappresenta un 'live shows per te ed i Cramps…ieri come oggi?
E' un'occasione per sfogarsi, buttare fuori la merda e divertirsi, come sempre.
The Cramps sono oggi una delle più vecchie e grandi rock'n'roll bands del mondo.

Avete fatto un patto (o è simpatia) con il diavolo?
Noi SIAMO il Diavolo.

· Promotion for The Morally Challenged * www.evilbitch666.com
Pasquale 'Wally' Boffoli

venerdì, marzo 20, 2009

Lux Interior, front-man dei Cramps by Wally Boffoli


'Lux Interior, cantante e frontman dei Cramps è morto improvvisamente il 4 Febbraio 2009 all'età di 62 anni. L'artista, che negli ultimi tempi aveva visto acuirsi alcuni problemi cardiaci, è spirato presso l'ospedale di Glendale, California. Lux Interior, al secolo Erick Lee Purkhiser, era nato nell'ottobre '46 nell'Ohio. Conobbe la moglie Kristy Wallace, più conosciuta come Poison Ivy, A Sacramento nel 1972. Anni eroici per il movimento. I due fondarono la band un anno dopo e si spostarono a New York nel 1975.

I Cramps (lui voce, lei alla chitarra), benché rifiutassero l'etichetta, furono i portabandiera dello psychobilly, una commistione di generi tra il punk rock degli anni '70 e del rockabilly degli anni'50. Poison Ivy e Lux interior erano uniti da due stelle. I dischi in vinile e gli interessi artistici in comune. Era sul palco, che Lux esprimeva tutto se stesso. Le esibizioni dal vivo, il calore del pubblico, l'estasi della folla. I nomi d'arte come schermo e proiezione di visioni oniriche o semplici slogan pubblicitari, come nel caso di Lux, che rapì il nome a una pubblicità per auto o di Poison che sostenne di essersi sognata in quella veste. Dopo i primi anni ad Akron, nell'Ohio, i due presero il volo verso New York.
Lì intorno al locale CBGB e alla scena Punk Rock che annoverava interpreti come Ramones, Patti Smith e i Television, disegnarono una carriera leggendaria. La formazione nel 1976 era: Poison Ivy Rorschach, Lux Interior, Bryan Gregory (chitarra) e sua sorella Pam "Ballam" (batteria). Fino al 1983, il gruppo non ebbe un bassista ma si fece sentire ugualmente, creando scandalo e echi capaci di attraversare l'Oceano. Dopo due singoli indipendenti prodotti da Alex Chilton nel 1977, vennero messi sotto contratto da Miles Copeland III per la I.R.S. Records. Forte l'attenzione alle atmosfere altre e al disagio.
Celebre il concerto gratuito effettuato nel giugno del 1978 per i pazienti del California State Mental Hospital di Napa, pubblicato poi con il titolo di Live at Napa State Mental Hospital. Pubblicarono infine i due singoli registrati nel 1977 nell'EP del 1979 prima che Chilton decidesse di riportarli di nuovo a Memphis per registrare il loro primo LP, Songs the Lord Taught Us. Solo dopo vennero le battaglie legali con Miles Copeland per royalties e diritti che impedirono al gruppo di pubblicare alcunchè fino al 1983. Nel 1985 i Cramps registrano un pezzo per il "ritorno dei morti viventi" poi un album dal vivo "Rockin n' Reelin" nel 1987 e nel `90 "Stay Sick" che li fa entrare nella classifica top 40 dei singoli in Inghilterra. Il gruppo registrerà altri album e singoli tra gli anni '90 e 2000, per diverse etichette e con alterno successo.'

Fonte : endofthecenturyramones@yahoogroups.com
www.thecramps.com


Dopo una lunga vacanza torno ad aggiornare questo mio magazine/blogspot purtroppo con un pezzo appeso ad una notizia non buona.
Grazie mille alla mailing-list dei Ramones per aver diffuso il pezzo su pubblicato sulla carriera dei Cramps.
La morte di Lux Interior riporta la mia attenzione sull'enorme peso artistico che i Cramps hanno avuto nei trent'anni e passa della loro esistenza sulla scena rock/garage internazionale.
Continuerò ad ascoltarli come se non fosse successo nulla: molto arduo però che THE CRAMPS continuino la loro carriera senza la presenza magnetica di Lux. Vedremo!
Vi segnalo qui di seguito (prezioso promemoria storico!) gli albums che sono stati e rimarranno fondamentali dei Cramps, che dovete assolutamente cercare ed ascoltare se ancora non li conoscete:


GRAVEST HITS (Illegal Records/1979)
SONGS THE LORD TAUGHT US (Illegal Records /1980)
PSYCHEDELIC JUNGLE (I.R.S./1981)
SMELL OF FEMALE (Big Beat/1983)
A DATE WITH ELVIS (Big Beat/1986)
STAY SICK! (Enigma Rec./1989)
BIG BEAT FROM BADSVILLE (Epitaph/1997)
FIENDS OF DOPE ISLAND (Vengeance Rec./2003)


Imperdibile anche il doppio cd HOW TO MAKE A MONSTER (2004), pubblicato per la Vengeance, etichetta personale dei Cramps, contenente registrazioni live al Max's Kansas City del '77 ed al CBGB del '78, prove in studio, brani inediti e versioni alternative.


Rock & roll is here to stay !

PASQUALE 'Wally' BOFFOLI
p.boffoli@tiscalinet.it

giovedì, ottobre 02, 2008

Live - BEAT GENERATION : with The Flowers, by P.B.


Ecco The Flowers cimentarsi nuovamente con la dimensione teatrale!
BEAT GENERATION, in scena a cura de IL BORGO DELLE ARTI il 7 ottobre 2008 al Teatro Royal di Bari con la regia di Pino Cacace e le scene di Valeria Pinto, li vede impegnati ad inframezzare la prosa di Gregory Corso, Allen Ginsberg, Charles Buwkosky con brani di Barry McGuire, Rolling Stones, Animals, Buffalo Springfield, Bob Dylan.
Un'incisivo mèlange di recitazione e musica folk-rock per rinnovare i fasti di un periodo artistico indimenticato.
Lo spettacolo é all'interno delle iniziative dell'VIII circoscrizione di Bari: l'ingresso é libero.
BEAT GENERATION va in replica il 10 Ottobre (ore 11:00) alla scuola superiore Calamandrei di Ceglie(Bari).

venerdì, giugno 13, 2008

NEWS : THE RUSTIES. New record and summer concerts

Dei Rusties di Marco Grompi (giornalista, musicista, coordinatore della I.R.D....) ci siamo già occupati in questo magazine; e come potevamo non farlo: trattasi dell'official NEIL YOUNG tribute-band italiana!
E Neil Young é la spiritual guide di Music-Box.
Ricevo da Marco e pubblico le news dei Rusties: mi raccomando, andate a sentirli se ne avete occasione!
Noi dei Flowers, nel nostro piccolo, stiamo
preparando una serata unplugged dedicata al grande canadese! (P.'Wally' Boffoli)
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RUSTIES
Neil Young Tribute Concerts

www.myspace.com/rustiesband

I Rusties celebrano il loro 10° compleanno a suon di feedback,
presentando il loro nuovissimo ultimo album di cover younghiane
"LAST RUST... THE BEST & THE REST" (distr. I.R.D.)



Sabato 14 Giugno 2008
PEIA (BG) – Teatro Oratorio
Concerto elettrico nell'ambito della prestigiosa rassegna "6 & 12 corde: Rassegna internazionale di chitarra"
della Primavera Musicale della Valgandino (organizzazione Frame Events).
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Inizio ore 20.45.


Sabato 21 Giugno 2008
TORRE DE' ROVERI (BG) – Centro Sportivo
Acoustic Rusties in duo. Flower-power & wooden Neil music.
Ingresso libero. Inizio ore 21.30.

Sabato 28 Giugno 2008
OGGIONO (Lecco) – Villa Caccia Dominioni

Concerto elettrico in villa.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Inizio ore 21
.

Live in Germany - Tour 2008:
Giovedì 10 Luglio - LANGENAU-ULM - Cafè Kapilio
Venerdì 11 Luglio - LEINFELDEN - EdenlessBar
Sabato 12 Luglio - STUTTGART - 12° Annual European RustFest

Sabato 16 Agosto 2008
TORRE BOLDONE (BG) – Festa di Liberazione
Ingresso libero. Inizio ore 21.30



www.myspace.com/rustiesband
http://www.rusties.135.it/

giovedì, giugno 05, 2008

News: MISTY LANE FEST. - 6 / 7 Giugno - Cattolica


martedì, giugno 03, 2008

LIVE / ITALIANS / THE TEMPONAUTS at The Cavern Club, Liverpool -- 2008, May 24-25 by PIBIO

Dei Temponauts ho già parlato poco tempo fa in questo magazine: ribadisco che a mio parere il loro album di debutto per la Teen Rec. é una delle cose più coinvolgenti uscite di recente.....
Pibio, chitarrista e vocal dei Temponauts mi ha inviato un resoconto emozionante, divertente e particolareggiato della loro english mission di maggio......(P. Wally B.)


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(Resoconto scritto a 8 miglia in aria)

Venerdì 23 maggio

Circa 2 mesi fa un bel mattino apro la posta e trovo questo messaggio:
“ Hi Temponauts, would you like to play at the Cavern Club, in Liverpool?”
Così venerdì notte , dopo un breve volo piombiamo sulla città sulle rive del Mersey, e la troviamo impegnatissima nei bagordi del venerdì sera. Ma è un po’ tardi per aggregarsi, sono le 3 o le 4 e la giornata è andata.
A letto, che domani si suona.

Sabato 24 maggio

La questione è: le 2 a.m (che è l’orario del nostro primo set) è po’ tardi per suonare, anche se si tratta di sabato sera. Ma ci mettiamo poco a scoprire che è il Bank Holiday, una festa british che al momento non ho ancora messo bene a fuoco, ma che credo sia festa nazionale. Così, già dal primo pomeriggio, passeggiando per le vie di Liverpool sembra di essere nella copertina di Strange Days dei Doors: ragazze vestite da Wonder Woman, da acrobate, da diavole, da tutto quello che vi viene in mente. Gli uomini anche. E Matrimoni dappertutto, di rito cattolico, anglicano, indiano… E tutt’ intorno un’aria frizzantina, gentile e ubriaca.
Mathew Street è suppergiù come pensavo: i Beatles osservano tutto sorridenti da cartelloni, posters, murales. Ma non è mai una presenza massiva o invadente, sembrano osservare, sorridere e basta. E il vento dell’oceano ti porta in giro per la città, ti spinge a destra e a sinistra, ti fa girare come una trottola e fa cozzare le custodie delle Rickenbacker, e noi ridiamo e beviamo qualche birra. Mi ritaglio un piccolo black out personale, vedo l’Inter in TV prenderle dalla Roma, mi riunisco ai ragazzi e via al Cavern Club!
Due foto di ordinanza all’ingresso, e un adesivo TEMPONAUTS compare d’improvviso galeotto sul supercartellone con la storia delle bands che hanno suonato lì (giusto tra Chuck Berry e i Kinks se non sbaglio, che se ci beccano ci ammazzano!), un tuffo giù per le scale ed eccoci al cospetto dei londinesi Higher State (tra l’altro anche loro escono in Italia per TEEN SOUND) che stanno tirando giù i muri del locale a botte di Byrds sound.
Un cenno di David Bash (l’one man festival) un saluto ed eccoci chitarre in braccio sul palco del Cavern, con David davanti a noi che ci presenta: “They come from Italy, they play jangle, paisley & loud…they are the TEMPONAUTS!”. Si sposta e ci troviamo davanti a un muro di gente urlante. Guardo a destra, a sinistra, è tutto a posto.Via!
“Men of dangerous maybe” è il primo pezzo e intanto penso “Oh cazzo! Il Cavern… Oh cazzo!”.
La canzone finisce e giù applausi!David sorride, le ragazze ci fanno le foto, la gente beve, la nottata va avanti e il set anche.
Alla terza canzone le 4 sedie rimaste in mezzo al locale spariscono e un po’ di tizi si mettono a ballare, ridono, ci dicono cose (che io non capisco molto, è uno strano inglese quello di queste parti), ma tengono il pollice in alto ed è una festa! Il set vola via felicissimo, scendiamo dal palco e una ragazza si avvicina e ci fa: “Ragazzi, vi andrebbe di suonare domani al Lennon’s Bar?”
“Ma domani dobbiamo suonare ancora qui!” ---- “Si, ma la sera, domani pomeriggio passate al Lennon’s…”
Realizziamo che suoneremo tre concerti in meno di 24 ore. Cosa chiedere di meglio?
E intanto sotto con 2 birre, mentre alcuni vengono a scambiare 2 chiacchiere con noi (sempre gentilissimi e cordiali da queste parti, anche da sbronzissimi!), e si informano, e dicono “ma fate ‘sta roba in Italia?!”
E’ tardissimo, saluto i ragazzi e vado in albergo a scrivere le scalette per domani e a godermi un po’ il momento e i miei pensieri. E un attimo prima di addormentarmi mi viene in mente Paul Weller che dice: “you can’t touch the Beatles”.
Tutto vero.

Domenica 25

E il vento, il vento di Liverpool, dopo un po’ ti sembra di sbandare anche in camera d’albergo, è bellissimo, ma santoddio che mal di gola stamattina.
Ma anche quello passa magicamente poco dopo. Un breve giro per la città, memorabilia e 2 ricordini ed è gia ora del nostro set al Lennon’s Bar.
Un posticino delizioso, una piccola vecchia taverna sempre in Mathew Street, 20 metri dopo il Cavern dall’altra parte della strada.
Entriamo, gli svedesi Airwawes stanno tenendo il loro set.
Grandissimi! Simone (il nostro chitarrista a 12 corde) dice: “cazzo, ma questi suonano la colonna sonora dei film mid 80’s di Italia 1 del sabato pomeriggio!!”
Ed è vero, sono semplicemente fantastici.
Finiscono e tocca a noi. Un fonico gentilissimo e in gamba (che ci accompagnerà per tutto il concerto battendo il piede e le mani a tempo e che incontreremo l’indomani per scoprire che lui e i suoi amici hanno tutti preso il nostro cd) in 2 minuti ci arrangia, io tiro fuori la scaletta e…sorpresa!!
Non è quella giusta, è quella della sera prima, ben più psichedelica e “notturna”.
Allora guardo i miei e dico”gente, si va alla cazzo!”
Una song, 2 song e ci troviamo il pubblico più eterogeneo dell’universo davanti. Ragazzi e ragazzi, gente un po’ più grande, qualche nonnino e qualche bambino.
Mi giro e Pablo seduto ai taburi saluta contento. Dietro di lui la gigantografia del giovane John Lennon sorride, il fonico schiaccia l’occhio e sorride anche lui. Tutti stanno ballando la nostra “Animal”.
Non ci credo.
Mi lascio andare e viene fuori un concertino memorabile. Alla fine scendiamo dal palchettino tra 2 ali di persone che ci battono il 5 e ci fanno “HEY TEMPONOZ! YOU GUYS ROCK!”. Li invitiamo al set successivo, di nuovo al Cavern, e molti di loro li rivedremo.
Mi si avvicina una tipa sui 45, sorride e mi dice qualcosa nell’inglese di Liverpool che io continuo a non capire. E io “Thank you, thank you…”Ripete, e io “thank you, thanks a lot…”
Ma quella voleva andare al bagno e io stavo proprio contro la porta con la custodia e tutto, così alla fine uno mi ha preso per le spalle e sorridendo mi ha messo da parte allo stipite…

Un panino, una coca ed è già l’ora dell’altro set al Cavern.
Entriamo, è domenica sera e sono le 8, ed è ancora pienone.
Ci vediamo un live incredibile degli Squire, appena prima suonava Paul Bevoir, avevo programmato di godermelo, ma ce lo siamo persi per via del nostro set supplementare al Lennon’s.
Arriva il fonico, un ragazzo giapponese o anglo giapponese, ci dice 2 parole, sparisce dietro agli ampli un attimo, riappare alla consolle, ci fa fare 2 schitarrate a testa e ci da l’ok. Tempo 1 minuto e 15 secondi per i suoni più belli della nostra carriera!
Iniziamo “Toxic & Lazy” e il Cavern è già caldo. E molti capito il ritornello “Toxic & lazy, Psychotic, outcast, amazing” lo cantano con noi seduta stante a tutta voce!!
Mi scappa l’occhio e ci vedo sulla TV a circuito chiuso del locale. Cazzo che bel rosso televisivo la mia Rickenbacker! Inizio a fare un po’lo scemo sul palco, faccio un paio di pose da sfigoz e va tutto bene – the beat goes on!
Ad un certo punto rientro un briciolo in me e penso: ' Santo Cielo, ma come ho fatto a finire qui sopra? '
Guardo Bob, sta sparando un solo bellissimo, il Simo macina jangle a mitraglia con la Rick 12, i cori di Andrea spingono i pezzi quanto il suo basso e Pablo suda e ride sotto i faretti dietro ai tamburi, mentre la gente guarda (naturalmente continuando a bere…) e David continua a tenere il tempo con la testa mentre abbraccia sua moglie e il mondo non è mai stato a posto come stasera.
Chiusura come gli altri 2 set con la nostra versione di “How strong my love is” di Otis Redding e siamo giù dal palco. Subito arrivano ragazzi che ci stringono la mano, uno mi fa “ Hey, you really sound like the Rain Parade!”
Cerco di dirgli che non immagina neanche che piacere mi fa sentire una cosa così.
E’ americano e mi dice (più o meno) “ah you got THAT sound, when the 80’s was looking at the 60’s!”
Ci sediamo un attimo, mi gira un po’ la testa, e ci vediamo i live di Anydays (micidiali) e Private Jets (favolosi, con su le camicie da comandante d’aereo!) e realizzo che per noi l’International Pop Overthrow è finito.
Ed è stato un momento fantastico, una scommessa che noi abbiamo accettato, ma che a vincerla è stata la musica, che con la sua potente magia ancora una volta ha compiuto un miracolo, e dalle rive del Po ci ha portato su quelle del Mersey a respirare la storia e nell’ infinitamente piccolo dei nostri 3 magici giorni, a farne parte.
For
A Day in Life







  • COLLABORATORI (o vi hanno scritto) www.musicbx.blogspot.com : Antonio Petrucci, Slania DePau, Gianni Sanna, Nico, Francesco Tunzi, Giandomenico Mattiussi, Ninni Portoghese, Nino Antonazzo, Antonio Vergari, Enzo Frappampina, Mirko Guevara, Marcello Rizza, Franco De Lauro, Michele Ballerini, Tony 'Face'...and, last but not least: un immenso grazie a mio fratello Ciro per coadiuvarmi nelle traduzioni in inglese e dall'inglese ( soprattutto le interviews ) !!!

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Pasquale Boffoli
Giornalista free-lance. Collabora on-line a Freakoutonline, Popartx, Punkadeka, Musicletter, Mistylane, Bluesguitar, CoolClub, ai cartacei CoolClub e Freakout e saltuariamente ai cartacei nazionali. In quanto membro dello staff di www.punkadeka.it Pasquale Boffoli fa parte del CDG srl (centro documentazione giornalistica); è inserito nell'Albo Agenda del Giornalista e nella Guida nella musica Italiana... Cantante, armonicista, percussionista della band barese THE FLOWERS.
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